“La vigilanza sull’intermediazione bancaria era della Banca d’Italia, titolare della moneta, così da congiungere la politica monetaria e finanziaria sotto l’alta direzione governativa (…) L’indipendenza era affidata alla qualità della persona chiamata all’incarico. Necessariamente era un sistema finanziario autarchico. Il sistema era divenuto incompatibile con la successiva scelta dell’integrazione italiana nell’Unione Europea, che nell’area euro disgiunge finanza e moneta; che regola la finanza come mercato europeo aperto al globale; che affida la moneta e la vigilanza sui mercati finanziari ad Autorità indipendenti dalla politica”, Gustavo Visentini, Professore Ordinario di Diritto Commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza della Luiss Guido Carli, Giorgia Marra, Avvocato e collaboratrice di cattedra in Diritto delle Società all’ Università Luiss Guido Carli.

Riportiamo di seguito una nostra sintesi del documento pubblicato dall’organo di vigilanza, la Vigilanza bancaria, della Banca Centrale Europea (BCE),  https://www.bankingsupervision.europa.eu/banking/priorities/html/ssm.supervisory_priorities2020~b67449d936.it.html#toc1 .   

Il documento è attinente alle priorità di vigilanza per il 2020, alle sfide fondamentali che gli istituti di credito vigilati si trovano ad affrontare nell’attuale quadro economico. La Banca centrale europea esercita il controllo diretto su 117 istituti di credito importanti delle nazioni partecipanti, che possiedono quasi l’82% degli attivi bancari nell’ area dell’Euro. Per stabilire se un istituto di credito è significativo si applica una serie di parametri. La tutela sulle banche importanti è affidata ai Gruppi di Vigilanza Congiunti (GVC). A ciascuna banca è abbinato uno specifico GVC, che mette insieme esperti della Banca centrale europea e delle autorità di vigilanza nazionali.

“La Vigilanza bancaria della BCE ha identificato le fonti di rischio per il settore bancario in collaborazione con le autorità nazionali competenti, sulla scorta dei contributi dei gruppi di vigilanza congiunti (GVC), delle analisi macro e microprudenziali della Bce e dei documenti redatti dagli organismi internazionali.

I principali fattori di rischio individuati per il settore bancario sono i seguenti: sfide sul piano economico, politico e della sostenibilità del debito nell’area dell’euro, sostenibilità dei modelli imprenditoriali, cibercriminalità e carenze dei sistemi informatici.

A questi si aggiungono: rischio di esecuzione connesso alle strategie delle banche per i crediti deteriorati (non-performing loans, Npl), allentamento dei criteri di concessione del credito, rideterminazione dei prezzi nei mercati finanziari, condotta irregolare, riciclaggio, finanziamento del terrorismo, Brexit, prospettive globali e incertezze geopolitiche, reazione alla regolamentazione e rischi relativi ai cambiamenti climatici.

In merito ai crediti deteriorati, Npl: “Nonostante i progressi compiuti nella riduzione delle consistenze degli Npl nell’area dell’euro, il loro attuale livello aggregato rimane elevato nel confronto internazionale. La Vigilanza bancaria della Bce continuerà pertanto ad adoperarsi per affrontare il tema delle consistenze degli Npl e impedirne l’accumulo in futuro. L’obiettivo è continuare a progredire nella riduzione dei rischi ereditati dal passato e conseguire un livello di copertura coerente per le consistenze e per i flussi di Npl in un orizzonte di medio termine”.

Per quanto concerne la qualità dei criteri di concessione del credito delle banche: “La Vigilanza bancaria della Bce continuerà a valutare la qualità dei criteri di concessione del credito delle banche.

A seguito della raccolta di dati complessiva volta a individuare la presenza di sacche di rischi, la Vigilanza bancaria della Bce svolgerà un’analisi per acquisire una maggiore comprensione delle prassi e dei processi di erogazione dei prestiti presso le banche. Inoltre, la qualità delle esposizioni rientranti in specifiche classi di attività sarà valutata tramite apposite ispezioni in loco su ambiti quali gli immobili residenziali e non residenziali e le attività caratterizzate da un grado elevato di leva finanziaria (leveraged finance)”.

La sostenibilità dei modelli imprenditoriali: “La redditività delle banche dell’area dell’euro continua a risentire delle pressioni esercitate dal contesto economico, dai bassi tassi di interesse, dai problemi ereditati dal passato e dalla concorrenza del settore bancario e non bancario. In aggiunta, la digitalizzazione pone le banche dinanzi a sfide significative, pur offrendo al tempo stesso vantaggi in termini di maggiore efficienza e nuove opportunità commerciali. Pertanto, anche alla luce della crescente digitalizzazione, la Vigilanza bancaria della Bce continuerà a valutare i modelli imprenditoriali e la redditività degli enti, sfruttando l’apporto delle analisi orizzontali”.

Fonti:

https://www.firstonline.info/vigilanza-bancaria-e-ora-di-ripensarla/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-del-date-d-date-mtext-date-y_1135

https://www.bankingsupervision.europa.eu/banking/priorities/html/ssm.supervisory_priorities2020~b67449d936.it.html#toc1

Per saperne di più:

https://www.ilsole24ore.com/art/bce-banche-europee-solide-ma-scarse-redditivita-gestione-e-business-model-ACPUntEB

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