Downing street addobbata con le croci di san Giorgio per la finale degli europei – Reuters

La bandiera è il simbolo di una nazione e del suo popolo, della sua terra, degli usi e costumi, il simbolo della sua cultura. Non è un pezzo di stoffa qualunque. Ha un significato identitario molto forte.

Nelle settimane passate durante gli europei di calcio abbiamo visto sventolare la bandiera inglese, quella bianca con la croce rossa di San Giorgio, e per tifo calcistico durante la finale l’abbiamo contrapposta al nostro tricolore .
L’ANEDDOTO
L’occasione è stata buona per raccontare un aneddoto molto intrigante, secondo cui la bandiera inglese sarebbe stato il Vessillo dei crociati utilizzato dalla Repubblica di Genova almeno dal 1096, quindi italianissima.
La bandiera aveva una importante particolarità: la croce di San Giorgio garantiva l’immunità a chiunque solcasse i mari. Le navi che la vedevano sventolare automaticamente evitavano il conflitto.
Per questo motivo nel 1190 Re Riccardo d’Inghilterra avrebbe chiesto di poterla usare per la flotta inglese, in cambio di un tributo annuale.
Secondo il racconto l’affitto venne versato regolarmente dal regno britannico a Genova fino al 1771, anno in cui improvvisamente smise di pagare il dovuto.
L’AFFITTO ARRETRATO
Questo aneddoto è stato ricordato dall’attuale sindaco della città di Genova, Marco Bucci, sottolineando che nel 2018 ha scritto direttamente alla regina Elisabetta, per ricordare l’origine della bandiera e per chiedere agli inglesi gli arretrati: una morosità di 250 anni.
La notizia è stata rilanciata da molte testate giornalistiche autorevoli, anche se gli storici non confermano questa versione e la considerano una leggenda. È molto probabile, infatti, che la bandiera di Genova e quella inglese abbiano le stesse origini e discendano dal vessillo concesso dal papato a chi si fosse impegnato nella difesa della cristianità.
IL RECUPERO CREDITI
In ogni caso se la città di Genova volesse recuperare il vantato credito, noi di Studio Corvi ci rendiamo disponibili.
Le missioni impossibili sono il nostro pane quotidiano!
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