Le figure, anche bizzarre, che si occupano di recupero crediti nel corso della storia non mancano.
Se nel Rinascimento si parlava della Pittima con il mantello rosso fuoco, oggi in alcuni Paesi c'è un'altra figura altrettanto stravagante che imperversa per convincere i debitori morosi a pagare. È l'uomo in frac.
Nasce in Spagna, quella contemporanea dell'ultimo ventennio degli anni 2000 e si è diffuso anche in alcuni altri Paesi europei.
È vestito di nero, con marsina, farfallino e cilindro, e insegue il debitore a casa e sul lavoro, reclamando il pagamento degli insoluti.
 
Non mancano varianti bislacche nel travestimento: costumi da Zorro, Pantera rosa, monaco, abito tradizionale catalano, o il kilt scozzese.
Insomma tutto ciò che possa attirare attenzione nella tranquilla routine quotidiana del debitore per informare amici, parenti, vicini, colleghi di lavoro, clienti e conoscenti dell'insolvenza.
 
È un vero e proprio incubo. Il debito fatto persona che non ti molla mai.
La leva è sempre la stessa: l'onta reputazionale. Se il debito rimane nascosto ai più si può anche far finta di niente e continuare a non pagare. Se invece diventa di dominio pubblico e sbandierato a tutta la sfera relazionale del malcapitato, l'onta diventa insopportabile e il debitore corre a pagarlo, anche se dovesse costargli una alimentazione a base di pane e cipolla per un po' di tempo.
Il concetto è quello della Pietra dello Scandalo e l'uomo in frac ricalca lo schema della Pittima: accendere un riflettore sul debitore nei luoghi che frequenta abitualmente, mettendo in atto una operazione di disturbo, di pressing psicologico, che lo costringe a liberarsi velocemente del debito, pur di non continuare ad essere perseguitato.
 
In Spagna una azienda ha imbastito su questa figura un vero e proprio business che va a gonfie vele: El Cobrador del Frac.
È un brand che pare abbia un grande successo, i giornali parlano di risultati che arrivano al 70% del debito recuperato, tanto da far espandere l'azienda anche al di fuori dei confini spagnoli, grazie ad una rete di filiali presenti in Francia e Portogallo.
 
Al di là della stravaganza dell'abito usato per creare imbarazzo, e delle apparenze teatrali atte a catturare l'attenzione, i Cobradors del frac sono considerate persone integerrime e professionali, per le quali è richiesta, generalmente, una laurea in giurisprudenza o comunque delle competenze in materia giuridica, utili a confutare abilmente le argomentazioni del debitore.
 
Proprio ai Cobradores si è ispirato, esasperandoli, il film di Antonio Morabito "Rimetti a noi i nostri debiti", del 2018 con Marco Giallini e Claudio Santamaria.    
 
 
Leonilde Gambetti
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