Proponiamo una nostra sintesi dell’articolo, “Bce: più tempo a banche Eurozona per coprire Npl”, apparso Giovedì 22 Agosto 2019 sul “Corriere delle Alpi”.

L’articolo si basa sulla comunicazione diffusa, nei giorni scorsi, dalla Banca centrale europea (Bce) in merito al tempo di cui disporranno gli istituti bancari per mettere in disparte il capitale opportuno a garantire un credito Npl non sostenuto da nessuna garanzia.

“Le banche centrali dell’Eurozona avranno più tempo per gli accantonamenti prudenziali. In particolare, ha reso noto la vigilanza bancaria dell’Eurotower (la sede, a Francoforte, della Bce, ndr), gli istituti bancari avranno tre anni per accantonare il capitale fondamentale a garantire un credito deteriorato non sostenuto da nessuna garanzia.

Nove anni di tempo se il credito è garantito da immobili e sette in caso di altri tipi collaterali.

La normativa è in linea con il regolamento Ue sul primo pilastro approvato il 26 Aprile 2019. Il nuovo regolamento, entrato in vigore il 26 Aprile 2019, rinforza i regolamenti prudenziali vigenti, prescrivendo una deduzione dai fondi propri per le esposizioni deteriorate non sufficientemente coperte (da accantonamenti o altre rettifiche).

Le banche dell’Eurozona alla fine di Marzo 2019 hanno quasi dimezzato il volume degli Npl rispetto ai 1.000 miliardi raggiunti nel 2014.

Per la Bce l’incidenza delle sofferenze sul totale dei prestiti è ancora troppo alta: 41, 4% in Grecia, 21,3% a Cipro, 11,5% in Portogallo e 8,4% in Italia.

La Banca centrale europea ritiene indispensabile una ulteriore riduzione del livello degli Npl, al fine di risolvere il problema in tempi rapidi, finché le condizioni sono ancora favorevoli.

Per la Bce è fondamentale affrontare il problema degli Npl per ristabilire la fiducia nel sistema bancario dell’aria dell’euro e per l’economia nel suo insieme.

Tutto ciò poiché gli Npl pesano sulla redditività delle banche e assorbono risorse di valore, limitando la loro capacità di erogare nuovi prestiti, il tutto a danno delle prospettive per l’occupazione e la crescita.

Per quanto concerne il credit risk (rischio che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale, ndr) le autorità competenti dovrebbero valutare se i livelli di accantonamenti e gli aggiustamenti della valutazione del credito siano appropriati per la qualità delle esposizioni”.

 

Fonti:

https://corrierealpi.gelocal.it/focus/2019/08/22/news/bce-piu-tempo-a-banche-eurozona-per-coprire-npl-1.37370600

https://www.borsaitaliana.it/borsa/glossario/credit-risk.html

 

Per saperne di più:

Bce. Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (Npl),

https://www.bankingsupervision.europa.eu/ecb/pub/pdf/ssm.npl_addendum_201803.it.pdf?36d2658d93d833ada5bc5e0f05bb4c6c

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