In Italia il 2018 è stato l’anno record per quanto attiene ai mancati pagamenti. Facciamo riferimento alle rate di mutui, prestiti, alle utenze di gas e luce. Tutto ciò è stata valutato nella cifra di 82 miliardi di euro. E, in relazione al 2017, vi è stato un aumento del 15%.

Purtroppo la crisi finanziaria (in Italia e nel mondo) permane e aggredisce, se così si può dire, sempre più persone, lavoratori e liberi professionisti che, come suol dirsi, fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Gli 82 miliardi indicati poco sopra, i debiti non saldati, sono quelli affidati dai creditori alle aziende di dell’Unione nazionale delle imprese a tutela del credito (Unirec).

Secondo i calcoli il 35% (corrispondente più o meno a un valore assoluto di 28 miliardi abbondanti) sono prestiti concessi da finanziarie, in buona parte come forma di finanziamento per il consumo. Vengono poi i prestiti bancari veri e propri, per un ammontare di circa 23 miliardi. La terza categoria è quella delle bollette, che pesa per il 24% del totale, con un valore pari a 19,6 miliardi.

Tuttavia vi sono persone che riescono a destreggiarsi nel contesto delle liberalizzazioni e, per esempio, un secondo prima della sospensione di un dato servizio, gas, luce, cambiano gestore, stipulano altri contratti. Il sistema è il seguente: valido per ogni tipo di utility, dal gas ai cellulari. Si sottoscrive un contratto e si inizia a utilizzare il servizio. Poi emergono i solleciti e le richieste di pagare le bollette e un attimo prima della sospensione del servizio si cambia gestore. Nel settore della telefonia il servizio comprende l’assegnazione di uno smartphone, che rimane a disposizione dell’utente anche se non paga. Chi riesce a destreggiarsi tra un gestore e l’altro lascia un debito medio di 722 euro.

 

L’Associazione degli operatori telefonici (Asstel) ha cercato e cerca di porre rimedio a tutto questo. È stata creata una banca dati, Simoitel, per individuare e monitorare i “furbetti della bolletta”. La banca dati è attiva dal mese di Marzo 2019 e vi possono accedere tutti i gestori.

I dati riguardano la persona che ha un debito verso il gestore, superiore ai 150 euro e ci debbono essere bollette non onorate nei primi sei mesi di contratto e non possono sussistere altre forme contrattuali tra la persona e il gestore.

 

Per quanto concerne il settore gas e luce vigono le stese normative.  In questo settore il sistema di protezione è entrato in funzione già da qualche tempo.

 Nel 2018 sono stati 120mila gli italiani che si sono visti rifiutare la sottoscrizione di un contratto di fornitura, un numero che corrisponde al 2,8 delle richieste di allacciamento. Per quale motivo? Non aver pagato le bollette precedenti o anche l’aver presentato nei 12 mesi precedenti un numero elevato di richieste di cambio fornitore. Un dato, quest' ultimo, che viene considerato come segnale di un potenziale comportamento opportunistico.

Ma il venditore/gestore non pagato ha comunque una possibilità di rivalersi sul consumatore moroso anche se questi è riuscito a cambiare gestore: tramite il cosiddetto SII (Sistema informativo integrato, un cervellone con tutti i dati del sistema gestito dall' Acquirente Unico elettrico) può chiedere un indennizzo per quanto dovuto. Nel caso la richiesta venga ritenuta conforme ala legge dal SII il risarcimento sarà inserito dal nuovo fornitore nella nuova bolletta del consumatore moroso.

Il cosiddetto tasso di recupero per il 2018 (7,8 miliardi) è di poco superiore rispetto al 2017 e decisamente inferiore al periodo 2014-2016. La causa di tutto ciò? I mutui sottoscritti per la casa, saltati nel periodo peggiore della crisi finanziaria e che col passare del tempo diventano sempre più difficili da riscuotere.

 

Un altro elemento fondamentale, per il tasso di recupero, è il reddito di cui dispone una persona o un nucleo familiare. La capacità di fare fronte ai mancati pagamenti.

Dalla notte dei tempi vale il detto: A pagare e a morire c’è sempre tempo.

 

Fonti:

http://stranomavero.iobloggo.com/25009/e-io-non-pago--il-2018--stato-lanno-record-per-i-debiti-non-onorati-dagli-italiani/&cid=157193

 

 

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